lunedì 24 aprile 2017

BUGIE E TENTAZIONI di Connie Mason


Seguendo la scia dei romanzi della collezione ORIGINALE CLUB, che mi avevano dato, dopo la lettura di PROIBITO, l'illusione di volumi meno tagliati e più articolati, mi sono imbattuta in questo volume di qualche anno fa di Connie Mason dal titolo BUGIE E TENTAZIONI, che avrei potuto sintetizzare come ILLUSIONI E DISILLUSIONI. La verità è che la storia parte come accade spesso con grande impeto ed interesse, presentando tutti gli elementi che suscitano la mia curiosità, per poi spegnersi monotonamente in un altalena di capriole in mezzo al letto che al secondo giro hai la sensazione di aver già letto la scena e di aver sbagliato a mettere il segno perché ti sembra di sfogliare sempre la stessa scena.


BUGIE E TENTAZIONI inizia un anno dopo della fine tragica di Culloden. Ancora una volta mi ritrovo in Scozia, dopo il fallimento della rivoluzione giacobita, e anche se tra i feriti in fin di vita non ritrovo Jamie Fraser né il fantasma di Claire, l'ambientazione mi è familiare e quindi l'accoglienza è dovuta. Gli inglesi hanno vinto e stanno umiliando i clan scozzesi che hanno partecipato alla rivolta conclusasi con il massacro di tanti di loro e la fuga del principe Carlo. St. John Thornton, giovane marchese di Derby, ha solo 14 anni quando la sua famiglia decide di farlo sposare con Christy MacDonnald, la figlia di solo 7 anni di un potente capo clan. Lei è l'erede designata e la prassi è quella di far sposare le figlie dei nobili scozzesi con degli inglesi, privandoli quindi delle loro terre.


St. John è un ragazzino che già sembra mostrare il potenziale di seduzione che lo trasformerà nel famoso Lord Sin, mentre Christy è una bambina ribelle, che odia il nemico che l'ha privata del padre e dei fratelli. Costretti a sposarsi praticamente bambini, i due si lasciano con l'impressione di un feroce disgusto. Dopo quasi 15 anni, Sinjun, come si fa chiamare dagli amici, vive la sua vita dissoluta a Londra, ignorando la moglie che non vede praticamente dal giorno delle nozze, utilizzando la scusa di essere sposato per evitare tutte le madri a caccia di un marito per le proprie figlie, godendo invece i favori di vedove e donne sposate.


Un giorno, durante una festa, la sua attenzione viene attirata da una giovane donna, Flora Randall, arrivata da sola senza il vecchissimo marito lasciato in Cornovaglia. La donna, che vive con un uomo praticamente impotente, è a caccia di un amante che possa darle un figlio per poi scomparire dalla sua esistenza. L'attrazione è immediata e Sinjun prova per Flora un'infatuazione che non ha mai sperimentato prima. Peccato che dopo meno di tre mesi, Flora scompare dalla scena lasciando Sinjun con il cuore spezzato, il sospetto che li porti in grembo suo figlio e l'incapacità di dimenticarla.


A complicare le cose arriva la notizia che la moglie scozzese è rimasta incinta di qualche suo amante e St. John decide finalmente di cambiare area e di raggiungere la pestifera creatura che ha sposato per chiederle l'annullamento, non intenzionato a dare il suo cognome al figlio di un altro. Grande è il suo stupore quando scopre che Christy non è altro che Flora, arrivata a Londra per costringerlo a consumare il matrimonio e a darle un figlio che possa permetterle di assicurarsi il controllo della proprietà.


Il clan Cameron infatti contesta la sua nomina a capo clan e Collum vorrebbe costringerla ad annullare le nozze e sposare lui. Con il ritorno di St. John la situazione si complica, mentre l'indolente edonista di Lord Sin comincia a scoprire un mondo ed una vita molto lontane da quello che immaginava, ma che finisce per conquistarlo sempre di più, come il fascino di una moglie dotata di una bellezza e di un carattere fuori dalla norma.


Se ci fossimo fermati a questo, il romanzo sarebbe stato avvincente, con una trama interessante, piena di ritmo e di svolte. Purtroppo la scrittrice prosegue il racconto, perdendolo in continui tira e molla che rovinano l'essenza stessa della storia. Christy finisce per ingannarlo apparentemente per salvargli la vita, ma la scusa presentata per allontanarlo (quando lui già conosce la minaccia di Callum) appare alquanto debole. Il ritorno di lei a Londra, per sfuggire al fastidioso pretendente, è ancora una volta una scelta alquanto incerte e mal motivata, per non parlare dell'ulteriore elemento di contrasto rappresentato dalla scoperta della nascita di Niall. 


Se la prima parte si presenta avvincente, la seconda scivola nella noia del tira e molla dove i due protagonisti non fanno altro che incontrarsi furtivamente, cedere alla passione e separarsi dopo, con continue scene di sesso (spesso anche descritte nello stesso modo) al punto che si va avanti per inerzia. Ovviamente si arriverà al ritorno in Scozia, che crea un minimo di movimento con il rapimento di lei, ma dopo aver svilito la storia riempendola di cose improbabili la magia iniziale si è persa. Peccato perché le idee erano ottime, non sempre ben sviluppate.

domenica 23 aprile 2017

DI PADRE IN FIGLIA - PRIMO EPISODIO


Martedì sera la RAI ha trasmesso il primo episodio di una nuova serie ambientata nell'Italia degli anni cinquanta con un cast che fin dai primi promo rivelava tutta la sua qualità. Era da un po' di tempo che aspettavo qualche serie di rilievo sulla rete ammiraglia e ho avuto subito sentore che questa lo sarebbe stata, se non tanto per la storia, sicuramente per la qualità degli interpreti e per una regia decisamente interessante.


La storia inizia a Bassano del Grappa nel 1958 dove Franca, la moglie di Giovanni Franza, imprenditore locale che produce grappa, è sul punto di partorire e furiosa si aggira per le strade del paese alla ricerca del marito che si sta divertendo tra le braccia di una prostituta del posto. Giovanni è il capo famiglia, interpretato da un bravissimo Boni, uomo maschilista, autoritario ed interessato solo a se stesso. 


Pur avendo due figlie femmine, tra cui Maria Teresa (Cristiana Capotondi) ed Elena (Matilde Gioli), l'uomo è interessato solo ad avere un figlio maschio e quando Franca mette alla luce due gemelli, Sofia e Antonio, è subito chiaro che il rampollo di famiglia diventerà Antonio.
La storia segue più filoni narrativi. Se da un lato assistiamo alla vita rassegnata di Franca, che pur non amando il marito e custodendo nel suo cuore il ricordo lontano di un amore lasciato in Brasile, dall'altro lato seguiamo le vicende di Maria Teresa, la figlia in perenne contrasto con il padre, da cui vorrebbe affetto e riconoscimento, ma da cui riceve solo rifiuto e disinteresse.


Maria Teresa è invaghita di Riccardo, un amico d'infanzia, figlia del socio di Giovanni. Il ragazzo, pur essendo profondamente affine alla ragazza, con cui sogna di andare all'università, crescendo si invaghisce di Elena, la sorella più piccola di Maria Teresa.


Elena è una ragazza vivace e ribelle, che non esita a vivere le sue avventure, senza preoccuparsi delle conseguenze. Fidanzata con Filippo, il figlio del sindaco, non disdegna neanche Riccardo, ferendo i sentimenti di Maria Teresa, che decide di iscriversi all'Università di Padova, seguendo chimica, contrariamente a quanto espresso dal padre, che crede che le donne possano solo insegnare.


Tra tutti i figli, quella più determinata e simile a Giovanni sembra essere proprio Maria Teresa, ma l'uomo, accecato dai suoi pregiudizi e da una visione ristretta del mondo, non sembra accorgersene e riversa sul figlio maschio tutte le sue aspettative.


Intanto Elena finisce con mettersi nei guai, rimanendo incinta di Filippo. Confidandosi con la madre, questa le dice di pensare bene al suo futuro e di non sentirsi costretta a sposarsi, rovinandosi la vita per sempre, come ha fatto lei. Ma il problema sarà quello di doverlo raccontare a Giovanni, che, sorpresa una conversazione tra madre e figlia, scopre da solo il terribile segreto.


Storia intensa, ben recitata, dove spiccano momenti tra Franca e Pina, l'amante di Giovanni, che poi decide di dare una svolta alla sua vita. Il momento della lettura della lettera arrivata dal Brasile, quando ormai Franca sente di potersi confidare con la donna che fino a poco tempo prima aveva considerato una nemica, racchiude l'essenza di questa storia, sintonizzata sulle frequenze di un cuore femminile. Un episodio decisamente interessante. Mi chiedo anche come evolveranno le storie di tutti i vari personaggi.

OUTLANDER 3 - E TEASER FU!


Quest'anno l'attesa è molto più lunga delle altre stagioni e a questo, bene o male, siamo stati costretti ad adattarci! Se per un breve momento ci eravamo illusi che aprile ci avrebbe portato i nuovi episodi, quando i tempi di ripresa si sono allungati e solo ad inizio anno il cast e la troupe si sono trasferiti in Sud Africa per girare l'ultima parte, abbiamo capito che l'attesa avrebbe rivaleggiato con quella della prima stagione, quando ci avevano abbandonato con il nostro eroe appeso alla finestra in procinto di salvare Claire dalle grinfie del malefico Randall.


Chi ama questa storia è abituato alle lunghe attese, basti pensare al nono romanzo che è in gestazione ormai da un paio di anni buoni e la Gabaldon ci concede ogni tanto briciole di scene in attesa del lancio. Tra una foto rubata dal set, quale immagine ufficiale che ci presenta soprattutto il periodo in cui i nostri eroi saranno divisi, siamo arrivati alle prime immagini trasmesse dal canale il 16 Aprile prima di THE WHITE PRINCESS, nuovo brillante prodotto della Starz.


Ovviamente è una strategia di marketing che ha puntato allo stesso pubblico fedele che si è sintonizzato per sbirciare questi pochi secondi di terza stagione e che forse ha indugiato davanti alle immagini della serie successiva. Il mio interesse però è tutto per quei pochi secondi dove la storia riprende vita laddove l'avevamo lasciata.


Siamo lontani dagli scenari assolati della Giamaica che sostituiranno nella seconda parte i paesaggi piovigginosi e scenografici della Scozia, né vediamo immagini di navi e di pirati. Tutto si concentra sugli episodi iniziali, su Jamie lontano da Claire, negli anni successivi a Culloden, ed in un piccolo frammento lo vediamo salvare la vita di William (personaggio ben noto a tutti noi che abbiamo letto i romanzi), mentre Claire vive la sua vita di moglie di un professore, madre di una bambina e ragazza vivace, separata da un grande amore che pensa perduto per sempre.


Pochi secondi, come dicevo, che comunque riescono a trasmetterci un brivido noto e ad aumentare l'attesa. Ancora non conosciamo esattamente la data di settembre, ma speriamo che non la rimandino ancora. VOYAGER sarà sicuramente un grande viaggio.

sabato 22 aprile 2017

IL FRUTTO PROIBITO di Anne Herries


Era da un po' che non leggevo un libro di ambientazione quattrocentesca. In qualche modo l'idea degli uomini in calzamaglia poco mi seduceva, anche se poi di racconti rinascimentali ne conosco diversi ed infondo la storia inglese (e non solo) presenta un certo fascino in qualsiasi momento storico.


Il caso ha voluto che IL FRUTTO PROIBITO arrivasse nella settimana in cui ho sbirciato il primo episodio di THE WHITE QUEEN, serie di qualche anno fa in cui, l'ambientazione è alquanto vicina nel tempo e la biondissima protagonista, Elizabeth Woodville, vedova Grey, mi ricordava moltissimo Lady Melissa Whitbread. A parte delle somiglianze estetiche e di ambientazione, i caratteri sono quanto mai lontani.


Anne Herries racconta in IL FRUTTO PROIBITO la storia di un amore sbocciato sinceramente ed impetuosamente fuori dalle scene, in quanto l'incontro tra i due protagonisti, che apre la storia, è segnato subito dal conflitto. Robert di Melford è il figlio di un ricco signore, ma ben lontano dall'aristocratica famiglia dei Whitbread. Melissa e Robert si amano, ma il terribile padre di lei ordina alla ragazza di troncare ogni rapporto con l'uomo, minacciandola di eliminarlo, grazie all'appoggio del fratellastro bastardo di lei, che racchiude ovviamente il male assoluto.


Robert non riesce a credere al tono freddo e scostante con cui Melissa rompe la loro relazione e quando poco dopo viene aggredito da alcuni scagnozzi e dal fratello di lei, questi lo sfigura e lo lascia in fin di vita. A salvarlo interverrà Owain, un vecchio uomo di fiducia della ragazza, che nasconde un oscuro segreto nel suo passato. Mentre la ragazza lotta contro la volontà di un padre che non l'ha mai amata e che vorrebbe usarla per stringere alleanze, Robert, ripresosi dall'aggressione, da una svolta alla sua vita, unendosi agli uomini di Enrico VII, che rivendica il trono di Inghilterra contro l'oscuro usurpatore Riccardo III.


Il problema della storia nasce dalla rapidità degli eventi, in quanto dalla ferita quasi mortale al ritorno trionfante in patria passano solo pochi mesi e tutto appare piuttosto forzato. Nel frattempo Enrico trionfa e con lui i suoi fedelissimi, ovvero anche Robert di Melford. La ruota del destino ha fatto un giro vorticoso e Enrico VII ordina a Robert di conquistare il castello di Whitbread, seguace di Riccardo, e Leominster, il promesso sposo di Melissa.


Il ritorno di Robert nella vita di Melissa è velato di amarezza e sospetti, in quanto la ragazza ancora lo ama, ma lui sembra accecato dal risentimento e dalla rabbia, anche se non è immune alla sua bellezza che rischia di farlo perdere ancora.


La storia è interessante e ben articolata (ad eccezione di qualche perplessità), ma quello che ho poco gradito è lo stile dell'autrice che in alcuni punti appare piuttosto affrettata, frutto di un taglio o di una sua incapacità di raccontare. Un esempio per tutti è la descrizione dell'aggressione di Robert che viene presentata agli occhi dei lettori come una forma di riassunto affrettato, invece di esserci mostrato dall'autrice. Inoltre l'amore di Robert per Melissa è spesso veicolato o asservito agli occhi, in quanto tutto quello che sa dire della donna che il suo cuore ha amato e che segretamente ancora ama è che "è bellissima" e che bisogna vederla per capire. Onestamente ho trovato riduttivo e avvilente limitarsi a presentare l'amore solo come una forma di stupore adolescenziale difronte ad un bel corpo e ad un bel viso.


Peccato perché io sono un'amante delle storie; adoro quando le autrici riescono ad articolare qualcosa di più interessante del solito schema: "Lei incontra lui, si piacciono, c'è un ostacolo, lo superano e si sposano". Mi piacciono i racconti, dove l'amore entra predominante, ma che fa parte di un quadro molto più complesso e ricco. È probabile che leggerò ancora qualcosa della Herries se troverà un libro con una bella trama, ma al momento la mia valutazione è piuttosto fredda.

PROIBITO DI PAMELA CLARE



Penso di soffrire di una vera forma di ossessione che si chiama OUTLANDER e la colpa di questo male è tutta di una scrittrice statunitense dai lunghi capelli neri e dallo sguardo intelligente di nome Diana Gabaldon. La verità è che esiste un prima ed un dopo nella mia vita di lettrice accanita di romanzi rosa e LA STRANIERA (che ho scoperto ormai quasi tre anni fa) è una sorta di sparti acque. Da quel momento gli altri racconti di ambientazione scozzese mi sembrano tutti stranamente familiari, alcuni citazioni evidenti, forme di omaggio o solo coincidenze. Forse sono io che mi suggestiono e cerco tracce di Jamie e Claire in tutte le storie d'amore e questa malattia mi è apparsa evidente leggendo PROIBITO di Pamela Clare.


Tra gli scaffali della libreria di una mia amica, tra i romanzi rosa, ho trovato alcuni volumi particolarmente accattivanti per via della copertina rigida e l'aria più seria anche se poi la sovracopertina è la più classica delle scene ammiccanti ed erotiche, ovviamente completamente fuori luogo rispetto alla storia. Ma questo è un altro discorso. Tra questi mi sono soffermata su PROIBITO, di ambientazione settecentesca e ho deciso di leggerlo incuriosita, augurandomi che ci fossero meno tagli rispetto ai volumi pubblicati dalla Harlequin.


Subito ho sentito un'aria stranamente familiare, forse perché siamo nel 1751 e Culloden è a solo qualche anno di distanza, perché, anche se siamo in Irlanda, gli inglesi sono il terribile nemico che sevizia il popolo, o forse semplicemente perché Bríghid, la nostra eroina, continua a chiamare Jamie (ebbene si anche il nome ci si mette a svegliare i miei ricordi!) Sassenach con una perversa inversione di ruoli.


La storia ha una dignità tutta sua, in realtà. La piccola Bríghid vive con il padre, un professore umiliato dagli inglesi e costretto ad insegnare di nascosto per via della sua condizione di cattolico, ed i due fratelli: Fionn, il maggiore, e Ruaidhrí, una testa calda. Alla loro famiglia si è aggiunto anche il piccolo Aidan, che ha perso la famiglia sempre per colpa degli inglesi. Quando Bríghid è solo una ragazzina, una pattuglia di soldati inglesi cattura il padre con l'accusa di sovversione e lo invia nelle Colonie Americane come schiavo. La vita dei ragazzi peggiora bruscamente.


Un giorno, quando Bríghid ha ormai 18 anni, durante il funerale del bambino della vedova Muirín, il corteo funebre viene interrotto dallo iarla, ovvero il signorotto inglese della zona, Sheff, che si trova in compagnia di un suo compagno d'università, Jamie Blackwell, arrivato da poco dalla Virginia per cercare l'appoggio del parlamento inglese nella guerra contro i Francesi. 


Sheff rivela una natura crudele nell'interrompere la cerimonia cattolica e nell'ordinare l'arresto immediato del prete. Jamie interviene e riesce a placare l'amico, che però nota lo sguardo interessato di lui nei confronti di una bellissima ragazza irlandese. Poco dopo Bríghid e Ruaidhri vendono catturati dai soldati inglesi e la ragazza, pur di salvare il fratello, accetta di essere portata dal loro signore. Sheff però ha idee diverse. Non vuole la ragazza per sé, almeno non ora, ma decide di regalarla a Jamie, per comprometterlo in qualche modo.


L'uomo sembra accettare il dono, anche se poi, nell'intimità della camera dove i due si ritrovano rinchiusi, lui farà di tutto per mascherare le sue vere intenzioni, ovvero quello di salvare la ragazza, per la quale ha provato da subito una forma di esasperata tenerezza, consapevole di essere spiato da Sheff che aspetta solo il momento per vederlo cadere.


Bríghid sa che lui è il nemico, ma difronte ai numerosi tentativi di Jamie di salvare lei e la sua famiglia, pian piano si rende conto che la realtà è molto più complicata di quella che può apparire agli occhi di una bambina a cui hanno sottratto il padre. E l'amore, contro ogni logica, finisce per invaderle il cuore estirpando pian piano quell'odio assoluto che ha nutrito per gli inglesi tutta la sua vita.


Storia appassionante, piena di momenti emozionanti che meritano tutta la lettura, con un protagonista che finalmente lotta per amore ed un'eroina che è decisa a prendersi quel poco di felicità che la vita sembra disposta a concederle, in quando le difficoltà che li separano non sono incomprensioni o fraintendimenti, ma l'intero sistema di leggi che sembra considerare tutto tranne l'amore.


Piccola nota. Il romanzo merita, ma la revisione del romanzo (o meglio la mancanza di un controllo) lo rendono pieno di piccole imprecisioni e di errori che arrivano a smorzare il clima magico della storia. Peccato, perché il racconto decisamente merita. Per non parlare della copertina di quest'edizione, completamente sbagliata.

domenica 16 aprile 2017

Capricci di una gentildonna di Nicola Cornick


L'ultimo capitolo della trilogia LE SPOSE DI FORTUNE'S FOLLY è dedicata al personaggio di Lizzie Scarlet, che avevamo già incontrato nei precedenti due romanzi e che aveva dimostrato tutta la sua indole ribelle. Che avesse un caratterino piuttosto irrequieto era parso chiaro fin dal principio, in quanto anche la trovata del furto del vestito da sposa (che da il via a tutte le vicissitudini della sua amica Alice ne SCANDALO NELL'ALTA SOCIETA') erano frutto delle trovate geniali di Lizzie.


Tra le tre spose di Fortune's Folly, confesso che Lizzie è quella che mi sembra più immatura di tutte ed ho fatto più fatica ad entrare in empatia con lei, malgrado la sua trovata iniziale, che innesca tutto il racconto, era proprio quello che nella trama mi ha portato a questa serie. Fin dal principio, infatti, mentre Laura lottava per celare i suoi segreti all'amore della sua vita, Alice cercava di non sottomettersi agli impulsi del cuore difronte ad un abile giocatore come Miles, e mille delitti avevano luogo insieme agli scandali in questa variopinta cittadina dello Yorkshire, tutte noi ci rendiamo conto che la piccola e viziata Lizzie Scarlet è innamorata persa di Nat Waterhouse, altro cacciatore di dote, amico di Miles e Dexter, ma deciso a convolare a giuste nozze con la bella e ricca ereditiera di turno, ovvero Flora Minchin.


Anche se Lizzie è bella e ricca, e da sempre chiede il suo aiuto per risolvere i suoi problemi, Nat non ha mai considerato la possibilità di sposare lei per risolvere le sue difficoltà economiche, perché tra i due, malgrado l'affetto e l'amicizia, c'è una tensione sotterranea che scorre tumultuosa, frutto di un'attrazione mai espressa chiaramente. La sera prima delle nozze, quando la ragazza gli manda un messaggio per attirarlo in una costruzione della sua proprietà, Nat non si ferma troppo a riflettere e la raggiunge come sempre, per ritrovarsi rinchiuso con Lizzie che gli dice che gli impedirà di commettere una follia, come quella di sposare una donna noiosa come Flora. Un vero e proprio sequestro di persona che accenderà però la fiamma della passione e che capovolgerà tutti i rapporti costruiti fino a quel momento.


Nat è ricattato dal malvagio di turno, una nostra vecchia conoscenza, che minaccia di rivelare a tutti un oscuro segreto su Celeste, la sorella dell'uomo. Per poter pagare le quote frequenti richieste dal ricattatore, lui è pronto a tutto, anche a sposare una donna come Flora che non suscita in lui nessun sentimento. Quando però finisce per compromettere Lizzie, Nat cambia i suoi piani e comincia a valutare l'idea che Lizzie sia la persona giusta da portare all'altare. Peccato che lei abbia idee ben diversi in merito. Inizia la solita girandola di tentativi da parte di lui per costringerla a sposarlo.


Se con Laura, Dexter mi aveva completamente convinto, con un suo miscuglio di turbamento, di desiderio di correttezza e controllo e una passionalità innegabile, e Miles con la sua aria da mascalzone ricattatore era riuscito a controbilanciare il solito alone di scandalo che al secondo giro risultava un po' forzato, Lizzie e Nat sono quelli che mi hanno convinto di meno, pur non dispiacendoli l'idea che era alla base.


Lizzie è troppo immatura come personaggio. Passa dal desiderio di fermare il matrimonio di Nat (senza ammettere di amarlo), ai colpi di testa durante il matrimonio solo per ferirlo, basti pensare alla famosa cavalcata alla Lady Godiva, che probabilmente l'autrice ci regala frutto del suo background storico e non di una visione ripetuta di una puntata di STREGHE (e gli amanti di questa serie capiranno a cosa alludo!).


Alla fine ho provato più simpatia per la piccola e rifiutata Flora, che accoglie quasi con un sospiro di sollievo la rottura del fidanzamento da parte di Nat la mattina delle nozze. La sua infatuazione e poi l'innamoramento per Lowell Lister, il fratello contadino di Alice, mi ha incuriosito e onestamente mi dispiace che non gli sia stato dato più spazio. Di solito non mi capita mai con le storie secondarie, nel senso che quella principale è quella che cattura la mia attenzione. Quando piccoli personaggi di contorno prendono il sopravvento, soprattutto in un romanzo come questo dove la coppia degli amanti è fisiologicamente principale, a mio parere c'è qualcosa che non funziona, o è una questione di gusto.


La trilogia si conclude con il solito trionfo dell'amore, l'eliminazione della tassa delle dame e con la soluzione dell'ennesimo caso di omicidio. Confesso che la commistione da parte della Cornick di più elementi in un suo romanzo, un contesto storico trattato in maniera più ingenua, sono gli elementi di forza di quest'autrice, che merita sicuramente di essere approfondita. Poi una trama ed il racconto di un amore possono convincere o meno in base a criteri assolutamente soggettivi, in quanto l'immedesimazione coinvolge una sfera molto intima e personale, ma nel complesso ci sono elementi ben inseriti e trattati che meritano un approfondimento.

Scandalo nell'alta società di Nicola Cornick


Il secondo volume della saga LE SPOSE DI FORTUNE'S FOLLY in qualche modo segue in maniera lineare il primo volume. Anche da un punto di vista cronologica siamo lontani solo qualche mese dalla fine delle burrascose vicende che hanno portato al sereno ricongiungimento di Dexter e Laura. 


Alice Lister è stata la pietra dello scandalo, nel precedente libro, e quindi l'abbiamo già incontrata, sebbene la Cornick in qualche modo ci racconti i personaggi non coinvolti nella storia non certo attraverso una profonda analisi. Alice è la donna che ha rifiutato Sir Montague, dando il via alla sua vendetta con la tassa sulle dame. Ci era sembrata alquanto determinata, per niente incline a svenimenti e bizze di una tipica damina di questo periodo storico ed il fatto che fosse stata una domestica fino a poco tempo prima, in qualche modo giustifica la sua natura così poco svenevole.


La sua dolce metà è rappresentata dal cinico Miles Vickery, il cugino di Laura, che avevamo incontrato in precedenza e che aveva contribuito in maniera sostanziale al riavvicinamento tra Dexter e la donna, in quanto era stato quello che aveva sorpreso i due in atteggiamento inequivocabile dopo il momento di passione a cui si erano abbandonati in biblioteca. Ma questa è un'altra storia. Comunque lo avevamo visto puntare il suo obiettivo, ovvero Alice, e cercare di portarla all'altare. Poi qualcosa è successo e le carte si sono rimescolate.


Quando rivediamo Alice, all'inizio di SCANDALO NELL'ALTA SOCIETA', la donna è nel bel mezzo di una vera e propria infrazione. Istigata da Lizzie Scarlet, la sorellastra di Montague e Tom Fortune, la vera ribelle del gruppo, Alice si è intrufolata nel negozio di una sarta per rubare l'abito da sposa di una sua amica, prossima alle nozze. I debiti della donna infatti hanno fatto si che la polizia chiudesse la sua attività, requisendo tutta la merce. Ma come sposarsi senza un abito da sposa? Per Lizzie la soluzione è facile, visto che il vestito è pronto e aspetta solo loro.


A coglierla sul fatto è proprio Miles, che la ragazza non vede da mesi, ovvero da quando lui, abbagliato dal denaro più promettente di un'altra ereditiera, ha letteralmente scaricato la nostra eroina per correre dietro ad una preda più succulenta. Ebbene si. La vera novità dei romanzi della Cornick è che i suoi protagonisti non sono quasi mai limpidi e senza macchie (secondo i nostri canoni moderni), ma riflettono quello che all'epoca era una realtà accettata senza tanti giri di parole, ovvero che il matrimonio non era alto che un affare di compravendita e non sempre la merce era la sposa.


Miles ha un titolo e una valanga di debiti accumulatisi, tra i propri e quelli che gli sono stati trasmessi in eredità insieme al castello e a al marchesato. La cosa più pratica, per evitare la prigione, è quella di trovare una moglie ricca che possa provvedere a saldare i debiti più urgenti e Alice è la preda più vicina, in quanto l'altra ereditiera gli è sfuggita sul più bello. Avendola sorpresa a commettere un atto illegale, Miles si gioca la carta del ricatto per strapparle la promessa al matrimonio, conscio che la donna non si lascerà incantare una seconda volta.


Alice lo vorrebbe mandare al diavolo senza problemi, ferita nell'orgoglio, ma si vede costretta a cedere e a promettergli la sua mano, ma la difficoltà maggiore è costituita dal fatto che l'antica attrazione provata per lui è quanto mai forte. Intanto Tom Fortune (che era stato incarcerato alla fine de LE CONFESSIONI DI UNA DUCHESSA) scappa dal carcere e Lydia, che aspetta un bambino da lui, finisce per lasciarsi sedurre ancora una volta. La realtà è però molto diversa da quanto pensato ed i colpevoli del delitto di Sir William Cosby e di Sampson sono molto più vicini a tutti loro di quanto possano immaginare e ad Alice spetterà il duro compito di scoprire la verità.


Rispetto al romanzo precedente, molto più incentrato sui sentimenti, qui Alice e Miles mi sono apparsi in qualche modo alle prese con una ragnatela molto più fitta di situazioni e di personaggi, con maggiore azione, e comunque la solita passione. Certo alla fine lo scandalo in qualche modo è diluito dalle situazioni continue che finiscono per coinvolgere i personaggi che conosciamo, ma in generale la Cornick è riuscita a mantenere sempre una costruzione storica piuttosto attenta.

E se si gioisce per il trionfo dell'amore tra Miles e Alice (che nasce pian piano e non è un sentimento immediato, ma poco credibile), resta un gusto amaro per il triste destino di Lydia, innamorata di un vero e proprio mascalzone. Resta ormai solo la storia della più scapestrata del gruppo, ovvero Lizzie, da sempre segretamente innamorata di Nat Waterhouse. Piccola nota al margine: di tutte e tre le copertine, questa dedicata ad Alice è quella che preferisco.