domenica 10 aprile 2016

LA ESCLAVA BLANCA - RICATTO E PASSIONE (Cap. 46)


La chiesa, in questa storia di metà ottocento, non ne esce decisamente bene ed è sicuramente insolito in un prodotto che viene da un paese dove la religione cattolica ancora ha una notevole forza. Certo è che la storia è storia e non si può nascondere il sole con un dito. La complicità della Chiesa difronte alla schiavitù è sicuramente una delle pagine nere di questa istituzione.


 Certo LA ESCLAVA BLANCA più che una telenovela (dove sarebbe impensabile presentare un prete nei panni di un personaggio negativo) è una serie televisiva e questo sicuramente le ha dato maggiore potere critico su questo tema. Eppure resto sempre sorpresa da come davvero i personaggi positivi siano assolutamente pochi, o comunque non potenti.


La povera Anna che è stata martoriata dal terribile Granados e che dopo mesi è riuscita ad uscire dalla casa di Felipe, viene umiliata dal prete sull'altare, davanti a tutti gli altri fedeli. L'uomo le nega la comunione accusandola di vivere nel peccato, ed il tutto solo perché la poverina vive da Restrepo (con il quale sfortunatamente non c'è assolutamente nulla). Ma la chiesa e la legge vorrebbero che lei tornasse a farsi massacrare di botte dal marito, perché "il Signore non ti da una croce che non puoi portare!". E allora ben venga il meraviglioso Felipe con il suo "io non parlo con i preti!" che rinchiude il pensiero libero di un uomo che vede le ingiustizie in ogni angolo.


Intanto un'altra figura religiosa inquietante è il direttore del frenocomio dove è stato rinchiuso Morales. Questi, preso da scrupoli di coscienza, alla fine ha raccontato tutto quello che ha fatto per NIcolás Parreño e l'uomo, invece di denunciare il tutto, pensa che ha trovato la sua gallina dalle uova d'oro e parte in missione per l'EDEN allo scopo di ricattare il tiranno.


Nel frattempo Lucia è alle prese con un marito che cerca in tutti i modi di riallacciare la sua relazione con lei e pur decisa a non rifiutarlo il suo cuore chiede di Miguel. Nel frattempo l'arrivo di Bume nella loro casa viene giustificato come pago di un affare andato male. La donna è ribelle e piena di orgoglio e Milagros cerca di farle capire come sopravvivere in quel posto.


Mentre Nicolás segue il ricattatore al frenocomio per parlare con Morales, dopo aver scoperto di una misteriosa visita di sua moglie da lui, Victoria si reca da Miguel per parlargli e gli confessa di aver provato la sensazione che Lorenza fosse ancora viva, incontrando la misteriosa indovina africana. La voce era praticamente uguale, anche se non ha avuto la possibilità di vederla in viso.

I due giovani parlano e si rassicurano, vivendo anche momenti di passione rubati al tempo e alla realtà, ma quando Victoria ritorna in casa per poco la suocera non la uccide per un colpo di pistola sparato alla rinfusa.


Isabelita chiede alla matrigna di dormire con lei e le due ragazze ricordano Rosita, mai dimenticata. Il mattino dopo al risveglio vedono Nicolás seduto al loro fianco. L'uomo è turbato perché Morales ha negato l'incontro con la marchesa, ma gli ha rivelato di non aver ucciso Victoria Quintero nel Palenque, come lui aveva richiesto e l'uomo si rende conto di avere un altro problema da risolvere.

E se la visione di lui che fa violenza all'orgogliosa Bume la sera prima ce lo fa odiare profondamente, il mattino dopo, alla scoperta che Morales ha ucciso Sara (cosa che gli rivela sua figlia), una speranza assolutamente assurda ed irrazionale ci fa chiedere se non ci sia possibilità di salvezza per la sua anima dannata. Ovviamente penso che la risposta sia no.

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